Fa piacere che Antonio Di Pietro si occupi del nostro territorio e porti BOXLANDIA nelle aule parlamentari. Fa piacere che il Procuratore Cafiero de Raho svolga la sua relazione al Convegno sulla Trasparenza nella P.A. su camorra e affari nel salone delle feste del Comune di Sorrento gremito come non mai. E’ la migliore risposta che i Movimenti potessero ottenere nella battaglia civile contro le degenerazioni della politica nel cattivo uso di una risorsa tutelata dalla Costituzione.
L’interrogazione parlamentare di Di Pietro ha il pregio di fotografare i vari passaggi normativi che hanno spogliato le difese del territorio fino a renderlo un proficuo investimento per la CAMORRA SPA. Stampatevi l’interrogazione e conservatela. E’ una pagina di storia.
De Raho, approfondisce il concetto e ci avverte che i confini tra impresa e camorra non sono definibili. L’una assume le sembianze dell’altra attraverso società di capitali che si muovono sul mercato senza sospetti. Pecunia non olet. E’ sempre più diabolico provare il riciclaggio e molti la fanno franca corrompendo la Pubblica Amministrazione che con la sua azione sul territorio potrebbe, invece, contrastare il fenomeno. Le indicazioni del Procuratore de Raho ci inducono a riflettere su un danno poco percepito che anch’io avevo trascurato, preso dalla difesa del paesaggio. Alle difficoltà economiche delle famiglie, fa da controaltare la insolita disponibilità di imprese ad acquistare suoli da trasformare in parcheggi interrati.
Il punto debole è all’origine. Oggi per una famiglia è impossibile mantenere un giardino. E’ solo una fonte di costi che non produce alcun reddito e che trova naturale sbocco sul mercato immobiliare. La Pubblica Amministrazione non si è preoccupata del fenomeno anzi, lo ha assecondato e in alcuni casi ha impersonato l’impresa di costruzione confondendo il ruolo pubblico con l’interesse privato. In attesa che la Magistratura si occupi di queste degenerazioni, vorrei provare a svolgere un ragionamento.
Premesso che per la famiglia quel giardino è un costo insostenibile, con l’aiuto della Pubblica Amministrazione, dovremmo impegnarci a trasformarlo in ricavo. Non è facile, ma possiamo provarci. Tanto per cominciare i nostri Comuni dovrebbero mettere sul naso occhiali verdi. Vedere, cioè, il verde come elemento caratterizzante della offerta turistica e migliore vivibilità per i Cittadini. Verde pubblico, senz’altro. Per colmare un vuoto di decenni dove non s’è fatto altro che scavare giardini per colarvi cemento.
Ma sopratutto verde privato. Aprite i giardini alla Città. Rendeteli fruibili, visitabili, assaggiabili, bevibili. La Pubblica Amministrazione si faccia protagonista della rinascita dell’ IMPRESA GIARDINO. Finanzi lo start up di attività che portino reddito alle giovani generazioni senza che siano costrette a lunghi e inutili studi dall’improbabile esito. Trasformiamo un problema in opportunità. Credo ci siano le condizioni per mettere in moto l’economia e sottrarre una risorsa alla camorra. Fatemi sentire i vostri commenti. Il cammino è lungo. Non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca


De Vita Eduardo
feb 25, 2012 @ 12:56:27
Si corre il rischio di perdere la voce e le parole, specialmente dopo che si è saputo, come riporta un giornale locale, che è stata rilasciata l’ennesima autorizzazione a box pertinenziali in via Legittimo a Piano di Sorrento. Il rilascio sarebbe avvenuto poco prima che fosse approvata sul tema la moratoria promossa con tanta enfasi dall’Assessore Maurizio Gargiulo, nell’infuocato Consiglio comunale del 20 febbraio scorso. Che dire, se c’erano dubbi si capisce le Amministrazioni comunali da che parte stanno. Stanno dalla parte di chi muove denaro in maniera effimera per la collettività, ma significativa e corposa per se stesso. Stanno dalla parte dei comitati di affari e dei costruttori che manipolano Sindaci ed Assessori peninsulari come marionette. I Sindaci e gli Assessori, intanto, e questo è sotto gli occhi di tutti ,non hanno nè affrontato, nè affrontano i due problemi principali che sono sviluppo economico e vivibilità. Gli interventi sull’edilizia selvaggia e disarticolata non rispondono ad alcuna logica, nè hanno un significato complessivo di miglioramento rispetto alle esigenze pubbliche.
In questo contesto di assoluto abbandono, se non di connivenza, delle Amministrazioni locali ben vengano iniziative forti a livello nazionale per la tutela e la salvezza del territorio della penisola.
Ormai è dimostrato, le Amministrazioni comunali non sono in grado di svolgere il loro ruolo politico di pianificazione del territorio.