Alla C.A. Egr.

On. Corrado Passera

Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Oggetto: Richiesta di rapida emanazione decreto interministeriale sulla navigazione nelle aree a rischio.

On. Ministro, la tragedia della nave da crociera Costa Concordia ha messo in evidenza una grave mancanza di regole per la navigazione. Ancor più preoccupante è che, dopo le severe misure promesse, a distanza di una settimana non siano state nemmeno proposte norme atte a prevenire disastri come quello del Giglio, e si comincino a ventilare “accordi volontari” con gli armatori.

Le misure che le chiediamo oggi, Onorevole ministro, le attendiamo da oltre dieci anni. Le attendiamo da quando venne adottata la legge 51 del 2001 (art. 5, comma 2). E le chiediamo in particolare per l’area di mare che circonda il Giglio, il Santuario dei cetacei, creato sempre nel 2001 dopo l’adozione, del nostro paese, dell’atto di ratifica dell’Accordo con Francia e Monaco. Da anni Greenpeace denuncia che, nonostante si tratti di un’area protetta, nel Santuario non ci sono misure per regolamentare le attività più pericolose, a partire dal traffico marittimo di sostanze pericolose e di grosse navi passeggeri. Il naufragio della Costa Concordia non può essere una sorpresa: nel Santuario circolano ogni giorno (in estate) oltre duecento imbarcazioni tra navi passeggeri, petroliere e cargo. Quello della Costa non è certo il primo incidente navale: a metà dicembre 2011, poche decine di miglia più a nord, il traghetto della Grimaldi Lines “Eurocargo Venezia” ha perso in mare durante una tempesta circa 40 tonnellate di sostanze tossiche.

La invitiamo quindi a emanare al più presto, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, un decreto interministeriale che finalmente regoli il traffico marittimo nelle zone a rischio ambientale, come il Santuario, e vieti gli avvicinamenti pericolosi alle coste. Queste misure dovrebbero comprendere anche una canalizzazione del traffico e la limitazione della velocità nelle aree sensibili, un’anagrafe degli idrocarburi scaricati nei terminali petroliferi, almeno in quelli presenti nel Santuario dei cetacei, e un preciso controllo, ad esempio utilizzando la tecnologia A.I.S. (Automatic Identification System), del traffico navale di imbarcazioni con carichi pericolosi e grandi navi da crociera.

Siamo sicuri che anche Lei è del parere che non possiamo attendere il prossimo incidente e che è necessario adottare con urgenza misure che prevenendo tragedie come quella del Giglio, garantiscano la tutela della salute dei Cittadini, del mare e delle economie che da esso dipendono.

In attesa di un Suo gentile riscontro, le indichiamo sin da ora la nostra completa disponibilità a collaborare su questi temi. Cordiali saluti. Giuseppe Onufro. – Direttore esecutivo di Greenpeace Italia

Analogamente, mi permetto aggiungere che tale provvedimento di tutela debba riguardare anche la Costa Sorrentina e Amalfitana, dove la pratica dell’inchino, che riguarda TUTTE le Compagnie di  navigazione,  è diffusa da tempo immemore. Faccio appello agli Onorevoli del collegio di farsi promotori di un’iniziativa parlamentare che tuteli seriamente la Riserva Marina di Punta Campanella. Non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca