Franco ci segnala l’articolo di AFFARITALIANI che rileva le incongruenze della tragedia del Giglio. Sono riportate le perplessità da lui espresse, da Carlo Sassi e da me. Vi do’ uno stralcio dell’articolo che potete leggere su: http://affaritaliani.libero.it/cronache/schettino-domnica-210112.html

OMBRE SULL’EROE DE FALCO - Non solo il “demone” Schettino. A più di una settimana dalla tragedia, dopo il linciaggio mediatico del comandante della Concordia e l’acclamazione a eroe nazionale del comandante della capitaneria di Livorno, emergono dubbi sul ruolo di De Falco. E quelle telefonate tra i due uomini di mare possono essere viste sotto una luce diversa… Ci si chiede se l’obiettivo di quelle conversazioni, “registrate” tra l’altro come comunica De Falco, fosse solo quello di avere il comandante a bordo e non quello di concentrare l’attenzione (e le colpe?) su Schettino. L’inchiesta si sta allargando a catena e gli occhi ora sono puntati sulla Capitaneria di Livorno, che gestisce il sistema AIS, l’apparecchiatura di controllo satellitare delle rotte nel Mediterraneo. Come mai questi sofisticati sistemi di monitoraggio della Guardia Costiera non avevano notato la strana velocità e le singolari manovre della Costa Concordia a ridosso di Giglio Porto? Proprio due giorni fa, a 7 miglia dal Giglio, una nave mercantile è rimasta ferma per oltre 10 minuti: la Capitaneria si è allarmata subito mobilitando una motovedetta e scoprendo che era in avaria. “Merito del sistema AIS”, hanno spiegato. E allora la domanda nasce spontanea: come mai, 20 minuti dopo l’impatto della Concordia, sul brogliaccio, alle ore 22 venne scritto che il controllo AIS segnalava “traffico marittimo regolare” e che solo 12 minuti dopo la nave venne individuata sugli schermi, arenata sulle secche di punta Lazzeretto, dove avvenne lo sbarco? I magistrati hanno acquisito agli atti l’articolo pubblicato venerdì da “La Stampa” che raccontava proprio delle mancanze dei sistemi elettronici di ricognizione e di aprire un fascicolo dedicato alla questione. E venerdì pomeriggio esponenti del Comando Generale della Guardia Costiera si sono recati in Procura. Ancora dubbi: perché solo una telefonata di un brigadiere di Prato (avvertito da uno dei passeggeri della nave) mise in allerta gli uomini di Livorno? (AFFARITALIANI.IT)