C’è una protesta che sta passando sotto silenzio. Una protesta di cui i media cominciano a parlarne con uno/due giorni di ritardo. Adesso gli occhi sono tutti puntati sulla Costa Concordia, la nave che è naufragata a pochi metri dall’isola del Giglio. Quasi nessun giornale, invece, ha riportato per tempo la protesta che da lunedì mattina sta dilagando in Sicilia.
La prima domanda che sorge spontanea, in un paese come l’Italia, potrebbe essere: “Chi sono? Cosa vogliono? ” questione che si trascinerebbe un altro luogo comune, del tipo: “Chi li manda? Chi li paga?”. Sono autotrasportatori, produttori agricoli e pescatori.
Su che cosa vogliono, sembrano avere le idee chiare: gli organizzatori della protesta minacciano di non far partire i Tir che dalla Sicilia, trasportano la benzina allo stivale. “Non c’è spazio di discussione per risolvere i problemi della gente” – scrivono – Lombardo presidente della Regione Siciliana si dichiara incapace d’intervenire, mentre l’economia dell’isola è ferma e le aziende e le famiglie sono al fallimento”. “La rivolta dei siciliani è necessaria ed urgente come si è fatto contro i francesi con il vespro. Il Movimento dei forconi chiama a raccolta tutti i siciliani per liberare la Sicilia dalla schiavitù di questa classe politica”.
La protesta coinvolge, per l’appunto, tutti i lavoratori che fanno parte del “Movimento dei Forconi” e del movimento “Forza d’urto”. Il motivo scatenante è stato l’aumento del prezzo della benzina.
Si è cominciato con un gruppo di manifestanti che hanno occupato i binari della ferrovia Palermo-Messina. Trenitalia per correre ai ripari, ha istituito un servizio di bus sostitutivo. Bene o male però, tutta l’isola è coinvolta: sono stati istituiti presìdi nei principali punti di “aggregazione” dei tir: porti, snodi e arterie stradali.
Disagi si registrano in tutte le province; i distributori di carburante sono ormai a secco, e anche le ultime pompe di benzina che fino a ieri venivano prese d’assalto da decine di automobilisti, oggi esibiscono i cartelli con la scritta “esaurito”. Stessa sorte per i supermercati, dove sui banconi cominciano a scarseggiare i prodotti alimentari. Ieri mattina al coro di protesta degli autotrasportatori si è aggiunta la voce dei pescatori, che hanno organizzato un presidio di fronte all’ingresso principale del porto di Palermo. Altri presidi, con blocchi stradali, sono stati messi in atto all’ingresso di Palermo, Catania, Messina, nel Nisseno e nell’Agrigentino. Oggi a Palazzo d’Orleans è in programma un incontro tra il governatore siciliano Raffaele Lombardo, i prefetti delle nove province e i leader della protesta. Lo sciopero continuerà fino a mezzanotte di venerdì. (Matteo Marini – IL DEMOCRATICO e TM NEWS)


De Vita Eduardo
gen 19, 2012 @ 14:29:52
Le note degli inviati all’estero sono sempre libere e preziose………