L’affetto che nutre Gennaro Cinque per il Faito è straordinario. La notizia è che, nell’applicare la nuova tassa di soggiorno alla Città di Vico Equense, ha esentato le Aziende Turistiche del Faito. Sono anni che il Sindaco si da da fare per recuperare quel territorio. Come il buon padre di famiglia si rende conto che deve aiutare il figlio più svantaggiato, così Gennaro Cinque non smette di percorrere tutte le strade possibili per inserire in un circuito turistico una parte importante del suo paese. Piuttosto che tassare indiscriminatamente i suoi Cittadini, che passate le feste dovranno fare i conti con una insopportabile richiesta di danaro per salvare la Patria, ha scelto di non svantaggiare ulteriormente una RISORSA PAESE che non riesce ad esprimere le sue potenzialità. Non solo. Ha predisposto un osservatorio comune, insieme agli operatori dell’ospitalità, per valutare le azioni più opportune per lo sviluppo di una parte importante dell’economia di Vico Equense. Occupandomi del RISCHIO PAESE della Bulgaria e le difficoltà incontrate da quella Nazione dopo il crollo dell’economia sovietica, ho visto applicare con successo strumenti di CRESCITA piuttosto che sanguinose tassazioni. Sentite cosa si sono fidati di fare. Attraverso l’Istituto Commercio Estero, hanno organizzato incontri con imprenditori italiani ai quali hanno offerto un pacchetto di pesanti agevolazioni per invogliarli ad investire nel loro Paese. Li hanno messi sugli aerei, gli hanno offerto il soggiorno a Varna sul Mar Nero, ma sopratutto offerto quegli edifici industriali ormai in disuso, più esenzione ventennale di ogni tassa. Di contro hanno chiesto di assumere operai e impiegati del posto. E sapete qual’è stato il risultato? Gli industriali del tessile, in particolare di Biella e Prato, da un giorno all’altro hanno caricato i loro impianti e li hanno trasferiti lì. Tenete conto che se in Italia un operaio costa mille euro al mese, in Bulgaria ne costa cento. In dieci anni quel Paese ha quintuplicato il suo Prodotto Interno Lordo, mentre noi siamo in piena recessione. Con le dovute proporzioni, rispetto ad una Nazione di sette milioni di abitanti, Gennaro Cinque ha capito che deve agire sulla crescita economica di un pezzo del suo territorio per mettere in moto una macchina ferma da troppo tempo. Se viene ripreso l’argomento UNIONE DEI COMUNI, auspico che il segnale lanciato dal Sindaco di Vico Equense venga recepito dai suoi colleghi e si punti al rilancio dell’economia della Penisola, dando sopratutto lavoro, senza il quale non si cantano messe. Tanto meno  pagare nuove tasse. Resistete e non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca