Massa Lubrense, Penisola Sorrentina, Sorrento. Riceviamo e pubblichiamo.
Caro direttore, come al solito si giosce quando un imprenditore viene condannato perchè si pensa che si tratta del solito losco figuro e quindi ben venga la condanna. Ma in questo caso si tratta di un imprenditore brillante e capace che ha sempre creato bennessere e lavoro indotto.Il Sig. Vincenzo Acampora ha già in passato trasformato una roccia desolata con strutture fatiscenti in un resort di lusso,come ce ne sono pochi in penisola valorizzando una zona poco conosciuta come Vico Equense (vedi Capo La Gala).Ma torniamo a Torre Toledo. Torre Toledo non era altro che un rudere abbandonato e destinato a sgretolarsi,altro che torre con merlatura.Il Sig. Vincenzo Acampora voleva trasformare questo sito mozzafiato in qualcosa di spettacolare a vantaggio di un Comune che adesso vuole confiscare la proprietà. Ma cosa ha fatto il Comune di Massa Lubrense durante tutti questi secoli. Niente,perfettamente niente. Vedremo adesso quale fine farà Torre Toledo.Poi ci si lamenta che all’estero sanno valorizzare meglio di noi il patrimonio archeologico. Altro che condannare il sig. Vincenzo Acampora. Qui bisognerebbe condannare chi lo ha ingiustamente condannato e,altresì,l’invidia umana.
Ho tratto questo articolo, compreso gli errori, da Positano News del 10/12/2011 dal titolo: MASSA LUBRENSE ABUSI TORRE TOLEDO. ACAMPORA UN IMPRENDITORE, VA CONDANNATA L’INVIDIA.
Per la verità mi fa un pò schifo commentare questa porcheria, ma se ne parliamo è perchè l’anonimo articolista è portatore di un sentimento di diffuso qualunquismo che si coglie in Città. Giustificare l’abuso diventa un titolo di merito che viene tollerato se non incoraggiato. La prova sta nell’assordante silenzio degli Amministratori. Bocche cucite o parliamo d’altro. L’anonimo estensore della porcheria non sa che esistono le regole anche per giocare a pallone. E se c’è un giocatore che segna con le mani, il gol viene annullato. Nessuno vieta ad alcuno di fare impresa. Di costruire. Di ristrutturare. Magari col Piano Casa in arrivo. Di questi tempi, poi, figuriamoci. Sorrento, poi, se ne cade di albergatori per bene, compresa la famiglia di chi è incorso in questa storia che avrà il tempo di chiarirsi, ma questo anonimo servo ignorante non fa certo onore nè alla categoria nè alla Penisola, tanto più quando attacca la Magistratura che è intervenuta come ultima ratio. E qui introduco un altro concetto che è il comportamento di quelli che girano la faccia dall’altra parte. Non è un fatto loro. Parlo dei rappresentanti dei Cittadini che siedono in Consiglio Comunale che dovrebbero interessarsi in prima istanza di quello che succede in Città. Vedono scorrere il sangue alla marina sotto l’attacco dei sarracini di casa nostra. Perchè non si rendono protagonisti di un rinnovamento culturale, di un atteggiamento nuovo rispetto al territorio? Chi deve difendere la nostra storia, il nostro paesaggio? Dire che è compito del Cittadino è profondamente sbagliato e mi permetto di contraddire il pensiero di un Consigliere Comunale interpellato a tal proposito. Perchè deve essere il Cittadino a portare una denuncia in Procura? Perchè tutto deve finire in Procura come una discarica e il Magistrato deve supplire il ruolo di Sindaci, Assessori Consiglieri, Uffici Tecnici, Funzionari, Impiegati… Uscieri, Fuochisti, Macchinisti, Gente di fatica. Se ciò accade è perchè sono venute meno tutte le garanzie che l’ordinamento predispone per il regolare svolgimento del vivere civile. Innanzitutto il rispetto del bene comune: il Paesaggio. Gli uffici tecnici dei Comuni del Sorrentino sono pieni di pratiche di abusi edilizi che godranno dei benefici del condono a fronte di sanzioni che porteranno danaro fresco ai disastrati bilanci comunali. Una cosa veritiera l’anonimo servo ignorante la dice: “Cosa ha fatto il Comune di Massa Lubrense in questi cento anni…” Forse cento sono troppi, ma sulla ristrutturazione di Torre Toledo per quale recondita ragione nessuno ha visto nulla? Tornando dalla gita in barca, come mai nessuno ha alzato lo sguardo alla torre che domina Marina della Lobra, e che zitto zitto si trasformava in qualcosa di spettacolare, come dice il servo sciocco? E’ molto strano che quella ristrutturazione non abbia seguito le regole, per finire in una sentenza di sequestro. Tra l’altro a Massa Lubrense, di torri ristrutturate ce n’è. Ma se lo immaginava don Pedro de Toledo, costruttore della torre omonima, che gli attacchi a Marina della Lobra dopo cinquecento anni sarebbero arrivati da terra per opera degli stessi Sorrentini e non dagli infedeli d’oltremare? Sapremo mai la verità? Ma essendo un temerario, alla fine di quest’articolo voglio lanciare una sfida a Leone Gargiulo, che affettuosamente chiamo O’ Lione: “Sindaco, ci faccia vedere le carte, perchè i Cittadini hanno il sacrosanto diritto di sapere come stanno le cose. Convochi una conferenza stampa e ci racconti quello che sa. Con parole sue. Non c’è bisogno del Gabibbo”. Grazie e non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca


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