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CANTA NAPOLI. NAPOLI ECOLOGISTA

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IL COMUNE DI NAPOLI PONE IL VINCOLO URBANISTICO CONTRO L’INCENERITORE

«La Giunta ha approvato oggi una delibera con la quale l’amministrazione conferma la volontà di opporsi con tutti i mezzi a propria disposizione alla costruzione di un inceneritore sul territorio del Comune di Napoli». Lo afferma in una nota il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano.
Il documento, proposto dall’assessore all’Urbanistica De Falco e dal vicesindaco Sodano, pone un vincolo urbanistico sulla possibilità di costruire un impianto di incenerimento sull’intero territorio del comune di Napoli.
La delibera infatti precisa che l’amministrazione, «nell’interesse pubblico, intende procedere a prevedere, all’interno delle norme di attuazione del Prg vigente, una norma che escluda nel territorio del comune di Napoli la possibilità di realizzare impianti di incenerimento».
«Questo atto – continua Sodano – è stato stilato in conformità alla delibera approvata il 16 giungo scorso, nella quale si stabiliva di dover compiere ogni azione tesa alla individuazione di una soluzione che escludesse la realizzazione dell’inceneritore a Napoli Est in quanto ritenuto non necessario. Con questo atto inoltre si apre la strada per la realizzazione in città di un impianto per il trattamento della frazione umida e un impianto di selezione finalizzato alla valorizzazione di materiali».
Giggì, fai vedere chi è tu e non perdiamoci di vista.

SORRENTINI ILLUSTRI

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Prima che finisca l’anno devo fare gli auguri ai SALVATORI DELLA PATRIA. L’Assessore al Bilancio Michele Bernardo ci informa che ammonta a circa 2 milioni e 350 mila euro, il totale ricavato dal Comune di Sorrento dalla vendita di 15 immobili di proprietà municipale messi all’asta. “Si tratta di cespiti venduti quasi esclusivamente a sorrentini. Alcuni appartamenti sono stati rilevati dagli attuali occupanti, altri sono stati venduti a giovani coppie. La cifra incassata servirà all’erario comunale per rispettare il patto di stabilità per l’anno 2011”. E’ normale che l’Assessore si appunti in petto la medaglia politica dell’operazione salvataggio, ma dei veri protagonisti di questa storia non vogliamo dire niente e lasciarli nel loro anonimato? Non vogliamo ringraziare quelli che si sono sacrificati per pagare i debiti di Peppeniello Cuomo? Quelli che hanno tirato fuori i quattrini ed hanno permesso alla Città di non fare la figura marrone che ha fatto il Comune di Piano di Sorrento? “Era un obiettivo importante – aggiunge Bernardo – dal momento che nel 2012 i Comuni virtuosi, ovvero in regola con i vincoli negli ultimi tre anni, potranno usufruire di agevolazioni e non saranno gravati da penalità”. Non dico che Peppeniello dovrebbe mettere una lapide coi loro nomi sotto al Municipio, ma almeno farceli conoscere. Spero che Alessandro Schisano, che ha l’accesso agli atti, li renda di pubblico dominio. E trattandosi di giovani coppie sorrentine, vorrei per lo meno lanciargli i confetti il giorno del matrimonio. Con loro, vorrei ringraziare i loro genitori, quelli che materialmente hanno provveduto alla bisogna ed hanno comprato un pezzettino di Sorrento. Ed a quelli che sorrentini non sono, Peppeniello, riconoscente, dovrebbe conferire la cittadinanza onoraria. Certo, loro adesso si godranno la casa, ma diciamo la verità, se non ci fosse stato il loro intervento la Città avrebbe passato giorni tristi, compreso il suo Sindaco. E già si sentivano rumori di sciabole nei corridoi do’ Palazzo. Assessori che si dimettono, Consiglieri che attaccano manifesti contro, quelli più schizzati che vorrebbero prendere a calci gli impiegati , le trame di quegli altri che camminano sulla farina senza lasciare impronte. Tutto passato. Meglio così. Un augurio dell’ultimo minuto vorrei riservarlo al Giudice Unico del Tribunale di Sorrento, Sergio Fiorentino che ha restituito Torre Toledo e dignità ai Massesi. Non lo abbasto a ringraziare. E’ con vibrante soddisfazione, infine, che con voi levo il calice per brindare ai salvatori della Patria Sorrentina e salutare il nuovo anno pieno di incognite e nuove tasse. Cin cin e non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

LA SAUNA E IL GIUBILEO

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Ho letto anch’io su facebook: “Mentre Gianmaria Cesaro era ostaggio dei pirati somali, la chiesa carottese si specchiava nella collezione di swaroski e si rilassava nella sauna che si trova in canonica”. Che veste abiti preziosi e propone scenografie e coreografie di un mondo autocelebrativo”. Stupefacente. E’ questa la chiesa di Piano? Certo, la notizia è forte ed è il segno che qualcosa è cambiato. In altri tempi si sarebbe detto ROBA DA SANT’UFFIZIO. Ma la sorpresa non è tanto la stravaganza di una sauna in canonica che rende più rilassante la vita da prete, ammesso che sia stressante. Piuttosto è l’aver reso pubblica una notizia sconosciuta ai più, in un momento particolare. E’ il segno di un cambiamento. Comincia ad attenuarsi quell’alone di rispetto, credibilità e autorevolezza che la chiesa di San Michele aveva costruito intorno a Don Arturo, oggi Vescovo di Teano. Oggi è il tempo di facebook, you toube, dei blogger, dell’informazione diffusa che scavalca come uno tzunami la stampa canonica, o quella in livrea che sceglie cosa pubblicare a seconda delle convenienze. Oggi nemmeno il portone di bronzo di San Michele ferma i taccuini o le telecamere di chi ha deciso di farci sapere cosa c’è dentro e, per di più lo fa nel momento in cui il contrasto è più stridente con quello che è successo fuori. I Cittadini di Piano non hanno capito i motivi per cui le campane di San Michele sono rimaste mute, mentre hanno accompagnato la gioia manifestata dagli abitanti di Procida, Gaeta, Trieste. Il cambiamento l’ho avvertito a settembre scorso quando c’è stato un altro rifiuto. Quello di organizzare la festa di San Michele. E’ il segno di chi vuol marcare il territorio. Di chi vuole evidenziare le distanze tra la società civile e le cose di chiesa, come se ci fosse un limite alle reciproche competenze. Burocratizzare questi rapporti non è un buon segno. Siamo, forse, di fronte ad una svolta integralista? Eppure non mancano esempi positivi. La Caritas si spende tanto verso le persone più sfortunate. Il Cardinale Sepe, solo pochi giorni fa ha ricordato “la valenza sociale della ricorrenza giubilare: restituire all’uomo la giustizia e l’uguaglianza. Il termine giubileo comunemente richiama alla mente quello a noi più familiare di giubilo, un sentimento di gioia intenso; gioia che è conseguenza di quel condono secondo il quale ognuno riacquistava la libertà e le proprietà perdute”. Non era questo, forse, ciò che si chiedeva per Gianmaria? Partecipare alla gioia per la sua liberazione. Null’altro. Noi, intanto, non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

BUON DI’ E BUON CAPODANNO…

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...Puozze guadagna’ tant’oro auanne, quanto pes’io, ‘a preta cu’ tutte e’ panne. Poi veniva lanciata ‘a preta. Preferibilmente ‘na vreccia da’ Marina. Era l’augurio di Capodanno che veniva portato in famiglia. Questa volta ‘a preta ve la lancio attraverso il blog per ringraziarvi della pazienza che avete nel leggermi. Di oro quest’anno dovrete guadagnarne tanto, ma non è per voi. E’ per la Patria. Un destino cinico e baro ha voluto riservarci questa prospettiva che sconvolge la vita di tanti di noi. Vi auguro di riuscire. Una pietra devo riservarla a Giovanni Ruggiero Sindaco di Piano per ricordargli di non mortificare il paesaggio e tutelare i nostri giardini, patrimonio dei suoi figli e della Città. A Graziano Maresca e i suoi colleghi tecnici dei Comuni del Sorrentino per gli ATTI DI INDIRIZZO al PIANO CASA. Credo sia un approccio corretto per i Cittadini avere uno strumento chiaro per soddisfare la crescita delle famiglie, sempre che la Soprintendenza sia d’accordo. Ma non era meglio concertare l’intervento? A Francesco Gargiulo, Assessore e Luigi Cuomo per le capriole che dovranno fare per salvare PENISOLA VERDE. A Maurizio Gargiulo per non aver trovato il tesoretto e mo’ a nuie ‘o bbò.  Mauri’, stamme già ‘nguaiate. All’opposizione in Consiglio Comunale e in particolare a Gianni Iaccarino per la responsabilità del pater familias nel guidare il Gruppo e spingere  l’Amministrazione verso i bisogni dei Cittadini. Ai Sindaci; Leone Gargiulo per il suo programma elettorale che spesso dimentica. Lasci perdere la cementificazione di Marina della Lobra. I Massesi, e non solo, la vogliono conservare così com’è; A Peppino Cuomo chiedo di impegnarsi un po’ di più per l’UNIONE DEI COMUNI. Ce la fa? Potrebbe essere un bel vantaggio per tutti; A Gennaro Cinque auguro ogni bene per il suo e nostro Faito; A Gianmichele Orlando di insistere sulla soluzione dei problemi. E’ il miglior antitodo per resistere all’assalto del nemico. La sua adesione a RIFIUTI ZERO gli porterà fortuna; A Paolo Trapani di avere una squadra meno rissosa che lavori per la Città. O forse è meglio rivolgersi a Santa Rita? A Claudio d’Esposito un augurio speciale per far crescere la sua famiglia. Parlo dei difensori del paesaggio. A Franco Matrone che difende il Parco del Vesuvio dal disastro di Cava Sari. A Giovanni Antonetti, il nostro corazziere numero uno che mette il cuore nelle battaglie a difesa di Sorrento. A Eduardo De Vita per i suoi commenti saporiti. A Luciano Ricciardi, compagno d’avventure. Agli Albergatori, che caratterizzano la nostra economia, auguro di trovare un intesa con la nuova ospitalità diffusa. Ignorarla o osteggiarla non ha molto senso se è il mercato a legittimarla. Ai Commercianti, ed ai Presidenti ASCOM della Penisola, in particolare a Tonino Iaccarino, auguro di trovare la strada dell’unità e dell’innovazione per superare le difficoltà del momento. A Gianmaria Cesaro simbolo di resistenza, di recuperare la sua serenità. Buon Anno e non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

IL COMITATO CITTADINO DI BOSCOTRECASE

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Caro Gesù Bammine

Nuje a lettera ‘a vulevamo scrivere a Babbo Natale, ma chillo, senz’offesa è troppe viecchie e pe’ salva’ a Vesuviana ce vo’ sultanto ‘nu miracolo. Mò è overo ca ‘o peccerillo, Salvato’, è ‘nu criature ‘e latte, però tene ‘o padre cu’ ‘na posizione assaje elevata e all’occorrenza, nun appena s’è fatto chiù gruosse, cu ‘nu poche ‘e raccumandazione, chi ‘o sape ca nun ce po da’ na mano. Certo trentatre anni forse sarranno pochi pe’ rimedià e danni fatti ma cu’ l’impegno e i mezzi ca nun te mancano, caro Gesù qualche cosa sicuramente riesce a fa’.

Intanto ce servono atri trieni, pecchè si è overo ca ‘e corze so’ mancante, chelle ca s’arrivano a fa cu e triene che tenimmo, se fanno proprio ‘na chiaveca. E triene nuovi, dici? E metrostàr? Caro piccerillo, è meglio ca nun ne parlammo proprio. Chi ‘ho sape a chi avimma ringrazia pecchè l’ha accattati! Stritte, pochi posti pe’ s’assettà e si nun te mantieni buono astrinte vicino o’ corrimano, vai a sbattere co’ musse ‘nderra ogni mumento.

Caro Gesù Bammine, na prighiera spiciale t’a rivulgimme pe’ i dirigenti, chille che nce stanno mo e chille che verranno appriesse. Miettancelle dint’a capa ca si pensano sule a’ pultrona nun jamme bbuone. Hanna pensà a’ barracca, pecchè se a barracca se salva, se salvano pure lloro. O’ treno da Vesuviana, si cammina ancora è pecchè e lavoratori nun pensano sule e fatte lloro, pecchè si accussì fosse stato, c’avesseme già fermati.

L’urdema prighiera, Salvatò’ è pe’ viaggiature nuoste. Nun c’ha fanno chiù… e miezze a loro nuie, ca comunque amma piglià o treno pe’ ghi’ a fatica’… Comme addinte o’ carre bestiame e nun saje mai se a Napule c’arrive, na vota ‘na cosa, ‘n ata vota n’ata. Piccerì, miettece ‘a mana toia si’nno ca nun ce n’ascimme. Fatte ruosso ‘a mmbressa e parla cu Papà tuoie. Rincelle ca chille da’ Vesuviana stanno molto in difficoltà e ‘na mano, volente o nolente c’ha ‘dda ra’!

GLI AUGURI DEGLI AMICI DI “IN CITTA’ C’E’ MOVIMENTO”

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AUGURI per un Natale rilassante e sereno…in armonia con la Natura!!! …con l’invito a non farvi prendere dalla frenesia delle feste e dallo “shopping compulsivo”!!!

Riutilizziamo…Ricicliamo…Differenziamo… ogni oggetto che viene buttato via contribuisce al degrado del pianeta…

ricordiamo che…il rifiuto è sempre “dietro l’angolo!!!

…per Natale facciamo nascere la SPERANZA e uccidiamo il CONSUMISMO!!!

Un suggerimento: doniamo alle persone care il nostro amore, la nostra amicizia e disponibilità…non solo per un giorno, ma per tutto l’anno …e se proprio vogliamo spendere dei soldi, allora, regaliamo cultura (libri) e natura (alberi)!!! Piantiamo almeno un alberocosta quanto un panettone e uno spumante ma rallegrerà noi e i nostri figli per tutta la vita!!!

Con affetto

Claudio d’Esposito

Presidente WWF Penisola Sorrentina

***

Gli uomini si dividono in quelli che costruiscono e quelli che piantano. I costruttori concludono il loro lavoro e, presto o tardi, sono colti dalla noia. Quelli che piantano sono soggetti a piogge o tempeste, ma il giardino non cesserà mai di crescere. (Paulo Coelho)

Ama la vita così com’è,

amala pienamente, senza pretese.

Amala quando ti amano o quando ti odiano.

Amala quando nessuno ti capisce,

o quando tutti ti comprendono…..

…..Ma non amare mai senza amore

Non vivere mai senza vita !

(Madre Teresa di Calcutta)

Tanti cari Auguri di Buone Feste a voi e ai vostri cari dalla Rete dei Comitatati vesuviani (Zero Waste Italy) !

LE CAMPANE DI PROCIDA

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La solidarietà dei Cittadini di Procida nella vicenda della Caylyn si è distinta anche nel momento della liberazione degli ostaggi. Il parroco stava celebrando un funerale quando si è interrotto ed ha urlato SONO LIBERIIII. E giù a suonare le campane di tutte le chiese dell’isola. La risposta laica è venuta dalle terrazze di Palazzo d’Avalos dove hanno tuonato i cannoni di Terra Murata. Qui da noi, se le campane di San Michele sono rimaste mute, stizzosamente mute, vuol dire che si sono volute sottolineare le differenze tra la chiesa e la Società Civile. La frase “Valle a suonare ‘ncoppa o’municipio” rivolta a chi chiedeva partecipazione, è un’affermazione grave che peserà nei rapporti futuri. E’ vero. E’ inutile negarlo. Le differenze esistono. Ma più che parlarne io, (i tempi dell’oratorio sono lontani), vorrei che fossero i frequentatori della chiesa di oggi a sciogliere la lingua e raccontarci perchè ci sono queste differenze. Molto più modestamente vorrei parlarvi dei silenzi laici che hanno caratterizzato la nascita della pirateria somala. Le differenze laiche le ho percepite quando fu assassinata Ilaria Alpi ed il suo collega del Tg3 Miran Hrovatin, che si stavano occupando dei traffici di armi e rifiuti tossici ben nascosti dietro il paravento della cooperazione internazionale. Inizialmente nata come una forma di ritorsione alle navi da pesca straniere che depredavano il mare della Somalia, un mare ricco di tonno, pesce spada, aragoste e gamberi, si è poi trasformata nel contrasto alle navi che venivano a scaricare rifiuti tossici provenienti da ogni parte del mondo. Un po’ come le discariche della camorra a Nord di Napoli descritte da Roberto Saviano. Con la differenza che da noi non sono nati i pirati di Giugliano o di Boscoreale perchè la miseria non esiste. Meglio, non esiste ancora. Qui lo Stato, però, ha operato le compensazioni offrendo, per esempio, la costruzione del Tribunale. A Boscoreale le stanno aspettando dopo il disastro di Cava Sari. Migliaia di somali sono morti e molti altri oggi soffrono di malattie da contaminazione industriale in un Paese dove invece, non esistono industrie. Del resto lo hanno ribadito gli stessi pirati somali, che trattenevano in ostaggio gli uomini della Caylyn. Questi pirati giustificano infatti, la loro azione come un modo per ottenere un risarcimento per i danni che i Paesi occidentali hanno causato all’economia della Somalia e al popolo somalo. Appunto una sorta di rivalsa. E’ naturale che poi, con il passare degli anni, visto che l’attività di pirata rende più di quella di pescatore, i somali hanno accantonato gli ideali per cui avevano iniziato e si sono trasformati in veri e propri ‘predoni del mare’. Una trasformazione che però, non gli ha fatto dimenticare l’origine del fenomeno tanto è vero, che ancora oggi, godono dell’appoggio delle popolazioni costiere somale proprio per il fatto che, distribuiscono a questi parte dei proventi dei loro sequestri. Una sorta di Robin Hood alla africana. Il problema rimarrà fin quando i poco nobili interessi commerciali internazionali prevarranno rispetto alla storica miseria africana. Nel nostro piccolo, molto piccolo, possiamo offrire solo il silenzio delle campane. Intanto non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

NATALE IN CASA CESARO

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Gianmarì te piace o’ presebbio? Quell’immagine della Città vista da sopra Scutolo, di’ la verità, non potevi dimenticarla. Lo sfondo di Capri, la punta del Capo, le Marine di Sorrento, la Marinella, o’ Purgatorio, ‘a Conca e la più bella quella di Cassano che ospita o’ munazzeno della Natività. Dietro le colline di San Pietro, Fontanelle, picco Sant’Angelo, le Tore, il Deserto. Davanti il mare. Il mare ragione di vita della tua famiglia, un mare grande, sterminato che dalle bocche di Capri arriva fino in Somalia. Un mare che porta il pane, ma anche momenti tragici come la prigionia. Quanti ti chiederanno “Hai avuto paura? – Ti hanno maltrattato? – Che ti dicevano i pirati?” Certo risponderai, stringerai tante mani, baci e abbracci tanti, ma erano mesi che desideravi sentire i sapori di casa tua, l’addore dei limoni, i pomodori, la mozzarella, la pizza. Sì la pizza di Costantino a Gottola, la più profumata e poi i giardini. Però Gianmaria, ci devi scusare. Ti confessiamo il peccato. In tua assenza siamo stati poco attenti perchè ‘nu Sinnaco scumbinato ha deciso che o’ presebbio lo vuole fare non nella grotta alla Marina, ma in un parcheggio interrato. Ch’amma fa’ cu ‘sti ciardine, mo’ siamo una città moderna, con tante macchine che devono trovare riparo, che devono fare benzina, tanta benzina. Per questo abbiamo attrezzato Via dei Platani. Dei platani? Ma che dobbiamo fare con tutti questi platani. Tra l’altro sporcano pure e tutti i giorni dobbiamo mandare Penisola Verde a pulire. Ma si, li mettiamo di plastica. Mo’ teniamo pure gli assessori di plastica. Gianmarì, un’ ultima cosa e perdonaci se puoi. Tenimmo o’ sforamento. Chillo, Geppino, l’anno passato nunn’ ha capito chiù niente e ci ha fatto ‘stu regalo e Maurizio non sapendo dove mettere le mani, ha pensato di metterle nelle nostre tasche. Mo’ abbi pacienza se ti mettiamo pure noi qualche tassa, le stisce blu, ‘a munnezza. A proposito, Francesco Gargiulo, l’Assessore, mo’ ha detto che vuole fare pure lui RIFIUTI ZERO, come De Magistris,  così non paghiamo più la TARSU. Io dico che è una cosa buona. Qua tutto aumenta e dobbiamo aumentare gli aumenti. Poi teniamo i condoni, ma non ti preoccupare perchè teniamo l’arma segreta. Teniamo il PIANO CASA, così ti puoi allargare del venti per cento. Scusa, ma tu non ti devi sposare? Tieni pure una bella guagliona. Pensi di stare sempre cu’ mammà? Mo’ ti devi fare una famiglia, pensare al domani. Devi pensare ad una casarella. E’ tutto passato, nun da’ retta. Pienz’a’ salute. Cose ‘e niente. Cose ‘e niente. Alleria, alleria! Gianmarì, ma dimme ‘na cosa: Te piace o presebbio? Bentornato Gianmaria. Spero di averti tra i miei lettori. Buon Natale a te e famiglia e non perdiamoci di vista. Di nuovo, nuovamente. Gaetano Maresca

PIAZZA VANVITELLI AI CITTADINI

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Oltre cinquantamila i contatti, finora, raccolti da IL MATTINO ON LINE per l’adesione al programma ADOTTA UN’ISOLA VERDE condiviso da Paolo Sodano vice Sindaco di Napoli. Sulla base del bando approvato, singoli cittadini e associazioni possono partecipare attivamente alla cura delle aree verdi della città, recuperando quelle abbandonate e creando nuovi spazi attrezzati. Tutti mobilitati per adottare i giardini e le aiuole delle loro strade e delle loro piazze per cancellare degrado e abbandono. Protagonisti volontari della tutela del verde. Sentinelle di quartiere che si impegnano in prima persona per invertire la rotta di una città dove perfino le fioriere, per non parlare della mancata irrigazione nei parchi, sono piene di erbacce e fiori secchi. Domani i Cittadini del Vomero adotteranno il verde di piazza Vanvitelli, decisione presa d’intesa con la municipalità che già nei mesi scorsi era stata tra le prime ad aderire all’iniziativa. I parlamentini di quartiere, ma anche associazioni di Cittadini e categorie produttive, gruppi spontanei di giovani studenti, volontari e Fondazioni hanno risposto all’appello con una dichiarazione tutt’altro che formale di disponibilità ad assumere impegni concreti per imprimere una svolta nella manutenzione del verde pubblico cittadino. Un «club dei volenterosi» che vede in prima linea anche studenti e le stesse organizzazioni di categoria dei commercianti. Ovviamente una Città vivibile e attraente dal punto di vista del contesto ambientale rappresenta anche un fattore rilevante di richiamo per gli stessi residenti ma soprattutto per turisti e visitatori. Ma è il segnale che va colto e che va in due direzioni: da un lato la responsabilizzazione diretta dei Cittadini, dall’altro l’impegno degli amministratori che ovviamente non può concludersi con la cerimonia di «inaugurazione» dell’iniziativa prevista per domani mattina. Solo un punto di partenza che negli obiettivi prefissati dovrà allargare la platea dei volontari a tutta la Città. Il Mattino seguirà, proporrà attraverso il suo sito nuove adesioni, e vigilerà. Pezzi di città potranno essere adottati da liberi Cittadini o da associazioni che sotto la guida del Comune (nel bando c’è anche un’assicurazione) li faranno «rifiorire» e li custodiranno senza scopo di lucro. Palazzo San Giacomo ha raccolto l’appello de IL MATTINO, promotore della campagna «Adotta un’isola verde» e ha messo in campo una formula che si rifà in qualche modo ai beni comuni chiedendo sostegno ai Cittadini. La convenzione recita: «affidamento temporaneo e in via sperimentale di spazi a verde pubblico». Franco Matrone – Vesuvio on line

Questa, come altre iniziative in progress del Comune di Napoli danno il segno del cambiamento. Il coinvolgimento dei Cittadini nella difesa del territorio è un episodio di democrazia diffusa che aiuta molto la crescita della Città. Mi aspetto un salutare contagio. Anche dalle nostre parti. Non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

E’ ARRIVATO L’AMBASCIATORE

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La città di Napoli è il più grande comune italiano ad aver aderito alla ‘RETE RIFIUTI ZERO 2020′. Per questo non possiamo che salutare con soddisfazione tutti quei comportamenti e quegli sforzi virtuosi messi in campo per ridurre la produzione di rifiuti, con l’obiettivo di arrivare al suo azzeramento, ed in particolare quei comportamenti e quegli sforzi che provengono, come in questo caso, dagli operatori del settore alberghiero e della ristorazione. Ringrazio la Federalberghi Capri per il progetto ‘Hotel rifiuti zero’ che sta portando avanti a livello nazionale perchè la sfida riguarda tutti i comuni e può essere vinta soltanto grazie alla collaborazione attiva delle associazioni di categoria. L’amministrazione, perciò, si impegna ad un confronto costante con l’associazione per promuovere e sostenere questo progetto”. Lo afferma il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha ricevuto dalla Federalberghi Capri una targa “Una Stella per l’Ambiente 2011” ed è stato nominato “Ambasciatore della sostenibilità a rifiuti zero”. La Federalberghi Capri è promotrice di un progetto nazionale dal titolo “Hotel rifiuti zero 2012-2020”. Tra gli altri 13 ambasciatori, anche Paul Connet, ideatore della strategia Zero Waste 2020. Vesuvio On Line

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