Maria Luisa Margiotta – La Repubblica. La Penisola Sorrentina ospita il workshop “Paesaggi dell’agricoltura e turismo sostenibile” che l´Acma (Centro italiano di architettura), diretta da Antonio Angelillo, ha organizzato a Villa Fiorentino di Sorrento da martedì a domenica prossima. (Il programma è sul sito della Fondazione Sorrento/Comunicati stampa). Il tema è perfettamente coerente con la tradizione e i paesaggi del luogo, che, in passato, un malinteso concetto di turismo ha sacrificato in nome di una riconversione del territorio: con progressione inesorabile, all´aggressione delle sue parti più preziose, le coste, è seguita quella dell´entroterra segnato da un paesaggio agrario altrettanto straordinario. Eppure sappiamo bene che la fortuna turistica della costiera è avanzata in parallelo con la distruzione degli agrumeti, che, con tipica caparbietà contadina, riuscivano a estendersi dai terreni più impervi a picco sul mare ai giardini del centri urbani, per giungere sulle pendici dei colli in un unicum di pergolati in legno.
Da qualche anno, per fortuna, è ormai chiaro che alberghi, villaggi turistici, residenze per le vacanze non possono continuare a erodere il mosaico di fondi rustici residui ed è altrettanto chiaro, però, che gli altissimi costi di manutenzione risultano insostenibili per i coraggiosi agricoltori locali. Il workshop stigmatizza, appunto, questo difficile nodo, risolvibile solo raggiungendo un complicato equilibrio tra la tutela e la conservazione, da un lato, e un turismo corretto, sostenibile, dall´altro. La paesaggista
Giulia de Angelis analizza il paesaggio sorrentino, le sue tecniche colturali, con una particolare attenzione ai tipici pergolati, e la sua gestione. Due paesaggisti di rilievo internazionale come l´agronomo portoghese Joao Nunes e l’architetto spagnolo Jordi Bellmunt testimoniano con le loro realizzazioni a vasta scala – il primo con un parco agricolo a nord di Ferrara e il secondo con la riconversione paesaggistica di due estesi territori massacrati dal cemento in Andalusia e in Costa Brava – che la tutela di paesaggi agrari di qualità è una risorsa economica da spendere, in grado di promuovere lo sviluppo di un turismo etico e di forme di produzione sostenibili, legate sopratutto al recupero dell’esistente.

Scorrendo la locandina del convegno, leggo che tutti i Comuni della Penisola si sono affrettati a dare il loro patrocinio per lavarsi la faccia e credo anche l’anima. Mi permetto dare un aggiornamento all’Architetto Maria Luisa Margiotto: E’ vero che negli anni settanta gli imprenditori del turismo si sono dati da fare nel costruire alberghi finanziati dalla Cassa del Mezzogiorno. Oggi, invece sono le amministrazioni che hanno preso l’iniziativa della cementificazione del  territorio per risanare i loro scassati bilanci. Quei giardini oggetto di studio dell’Architetto Giulia De Angelis , sono massacrati dalla speculazione per la costruzione di parcheggi interrati. Per lasciare un segno del loro passaggio sulla scena politica, alcuni hanno caratterizzato il loro programma elettorale esibendosi in un falso sviluppo della Città attraverso la sua cementificazione. E’ il caso di Piano Futura: Trentasei grandi opere per cancellare dalla storia e dalla memoria i giardini di Piano di Sorrento. O più direttamente investire in una società di costruzione per la realizzazione di box interrati. E’ il caso del cantiere in Viale Nizza a Sorrento sequestrato dalla Magistratura. Spero che i Sindaci trovino un limite alla decenza e pongano fine alla loro doppiezza e alle ipocrite liturgie che celebrano la tutela del paesaggio di giorno e la sua sistematica distruzione di notte. Non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca