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NAPOLI LIBERATA

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L’avvocato Antonetti mi chiede di pubblicare un suo documento dopo la brillante vittoria di Luigi De Magistris, nuovo Sindaco di Napoli. Lo faccio volentieri e gli auguro di conseguire i suoi “desiderata”. In bocca al lupo e non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

De Magistris Sindaco di Napoli: un sogno si è avverato, è la vittoria del cambiamento, la vittoria della legalità.

 

Lo straordinario risultato di Napoli, del Sindaco Luigi De Magistris, ottenuto con tenacia e contro qualsiasi previsione, rappresenta un forte segnale di discontinuità rispetto al passato, di alternativa reale che dimostra come nel nostro paese sia ormai in atto un cambiamento irreversibile.

La volontà di cambiamento di Napoli, con tutte le sue emergenze, e dei napoletani non più disposti a farsi prendere in giro, è una realtà di cui la maggioranza di centrodestra dovrà prenderne atto.

Tale successo, senza dubbio, è stato e sarà nel prossimo futuro un messaggio per tutto il mezzogiorno, in cui è evidente che per risorgere, si ha bisogno di un nuovo modo di fare politica e di uomini decisi, tenaci ma soprattutto onesti, come Luigi De Magistris; uomini che sappiano combattere le battaglie più dure, contro lo strapotere di una politica corrotta e incline ad allearsi al malaffare a discapito delle vere esigenze dei cittadini e della popolazione.

Una “riscossa sociale” delle persone oneste, che deve venire dalla base, come l’Italia dei Valori ha dimostrato a Napoli, dal popolo, unico giudice del proprio destino.

Per un futuro migliore, per Napoli, per la Penisola Sorrentina, per la Campania e per l’intero Sud, ben vengano e siano fortemente sostenuti uomini sani, coraggiosi, sinceri del calibro del neo sindaco di Napoli che anche se ostacolati, in tanti modi, nel nome della legalità e per un futuro più giusto, soprattutto per le nuove generazioni, si rendono portavoci delle istanze dei cittadini.

Sorrento e la Penisola Sorrentina, ne siamo certi, non saranno immuni da questo cambiamento, che ormai è in atto; in costiera il voto non potrà essere in eterno espresso solo su base clientelare e di appartenenza familiare, i contenuti di uguaglianza sociale, rispetto delle regole, tutela dell’ambiente, miglioramento della vivibilità continueranno ad essere il motore della nostra attività politica in penisola sorrentina, affinchè si realizzi lo stesso sogno di Napoli.

Ci auguriamo che anche il nostro splendido territorio, da troppo tempo punto di forza del centrodestra, respirerà la freschezza di questo vento “napoletano” di libertà, uguaglianza sociale, legalità e democrazia.

I cittadini della costiera sorrentina sono stanchi dei soliti giochi di potere, dei soliti noti, delle false promesse, come quella sulla proroga degli abbattimenti delle case abusive, di una politica clientelare, incapace ed obsoleta, che favorisce pochi, i soliti noti, le solite lobby ed i più “furbi” a discapito dei tanti cittadini, deboli di fronte a tali ingiustizie, ma onesti e perbene.

Spiagge libere, diritto alla casa, valorizzazione e salvaguardia del territorio, sicurezza dei plessi scolastici, tutela dei diritti dei lavoratori, viabilità, occupazione giovanile, recupero dei siti archeologici, migliore organizzazione dei presidi ospedalieri, trasparenza dell’amministrazione comunale; ecco le nostre sfide nelle quali continueremo con tutte le nostre forze, al fianco dei cittadini, con spirito di servizio, sperando di poter condividere con voi, almeno per un attimo, il sogno di avere un paese più libero e giusto. Avv. Giovanni Antonetti

FACCIAMOCI CONOSCERE

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E così Royal Caribbean, Celebrity Cruise e PullmanTour hanno cancellato lo scalo napoletano dalle loro crociere. Lo scippo di un rolex al turista americano, morto dopo dieci giorni di coma, ci è costato 260.000 passeggeri che queste società porteranno altrove. Gli operatori turistici a partire dagli albergatori, ma io dico l’intera citta, potrebbero legittimamante costituirsi parte civile in un processo penale per essere risarciti di un danno incommensurabile verso chi per istituto deve garantire sicurezza. Possibile che ‘nu mariuciello è in grado di provocare un disastro economico di queste proporzioni? Questo sta a significare che il treno della nostra economia cammina sull’orlo di un precipizio e basta uno starnuto per farlo precipitare. Lo stesso vale per gli operatori turistici e commerciali della Penisola Sorrentina che non possono più garantire la fruibilità delle loro aziende per la vertenza Fincantieri. Ditemi se non siamo entrati in un’economia di guerra. Non è inverosimile pensare di arrecettare le chiancarelle e abbandonare la nave come fecero i nostri nonni, quando con le valigie di cartone presero la via dell’America. La barca non governa più. Forse sul ponte di comando non c’è più nessuno in grado di tracciare la rotta. Si salvi chi può. O gli albergatori devono organizzarsi pensando che il corrispettivo pagato dai propri Clienti per il soggiorno si estende oltre i confini della loro proprietà? Chi volete che torni a Surriento dopo che si è fatto quattro ore da Capodichino a Piazza Tasso quando ne ha impiegato la metà da Londra a Napoli? Quale pazzo si arrischia a sbarcare a Napoli per appizzarci la pelle? Ormai i problemi sono troppo grossi per essere gestiti da una struttura pubblica che non garantisce più niente. Le aziende turistiche vivono alla giornata e la sera tremano in attesa del gruppo che deve arrivare e non sanno se arriva e quando arriva, creando problemi di accoglienza, personale disponibile, straordinari, stress di giorno e di notte e costi, costi e solo costi. In tutto questo gli F24 vengono onorati alla scadenza. Questo fino a quando? Le aziende turistiche stanno con le scolle in fronte. Soffre Capri che è sempre stata un’eccezione per le caratteristiche del suo mercato, figuratevi gli albergatori del Cilento a tre ore da Capodichino, mentre si cazzeggia tra Camera di Commercio e Provincia di Salerno sul futuro dell’Aeroporto di Pontecagnano che, quest’ultima, vorrebbe destinare a base militare. E che dobbiamo dire noi carottesi in attesa dello stadio nei giardini di Mortora o il cinematografo nelle grotte della Marina di Cassano? E il Sindaco Ruggiero tiene pure il coraggio di chiedere finanziamenti europei per queste stronzate con questi chiari di luna? Le aziende turistiche e commerciali manca poco che consegnino le chiavi dei loro esercizi. E, allora, saranno cavoli amari. Oppure lo diciamo ad Obama. Organizziamo una bella conferenza stampa e facciamoci conoscere in tutto il mondo. “Chiste so’ pazzi. So’ proprio pazzi”. Resistete e non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

LA VITA E’ ADESSO

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Stiamo attendendo le evoluzioni sulla vicenda – dice Ruggiero a Positano News – Faremo di tutto. Se necessario anche una manifestazione”. Mi chiedo e vi chiedo: Perchè attendere? La vita di Gianmaria Cesaro è adesso e oggi è in pericolo. Ruggiero alzi le terga dalla poltrona e vada lui dal Ministro Frattini per chiedergli cosa sta facendo di concreto per salvare la pelle degli italiani sequestrati in Somalia. La situazione è già precipitata dal momento che tre marittimi sono stati fatti scendere e portati chissà dove. I genitori di Gianmaria l’hanno capito perfettamente e l’unica possibilità che hanno è di farsi vedere dal Ministro Frattini per verificare come sono messe le cose. Quel “faremo di tutto” del nostro Sindaco è impegnativo. Tutto, per esempio significa accompagnare a Roma i genitori di Gianmaria per far capire che è l’intero paese di Piano di Sorrento che attende una soluzione positiva a questa snervante attesa. Tutto significa mettersi seriamente a disposizione dei Cesaro in un momento drammatico della loro vita ed aiutarli a sopportare un peso che si aggrava giorno per giorno. Tutto significa assistenza morale e materiale. Se, invece, il massimo che riesce a partorire la sua mente fervida è una manifestazione, allora siamo messi male. Meglio il Parroco di San Michele, Trinità e Mortora, insieme, e pregare nostro Signore di metterci Lui una mano visto che un Sindaco e un Ministro “nun so’ bbuoni” a tira’ ‘nterra ‘sta varca”. Altro problema: I Cantieri di Castellammare. Perchè aspettare il tre di giugno per affrontare un’altra situazione tragica. Anche lì la vita è adesso, non tra dieci giorni. Vi immaginate le attività economiche sospese sul ponte del 2 giugno? Parlando sempre di Sindaci, quello di Castellammare si è messo paura, “mi fanno la pelle” e ha chiesto l’esercito per sedare la protesta. Cosa vi ricorda? Sono diversi gli episodi analoghi ma ce n’è uno famoso che ben si adatta ad una città di mare. Odessa 1905. I soldati dell’esercito zarista muovono contro la folla con le baionette innestate sui fucili nelle mirabili sequenze di Eizenstein ne LA CORAZZATA POTEMKIN. Fatte le debite proporzioni e visti i personaggi, forse si adatta meglio IL SECONDO TRAGICO FANTOZZI di Luciano Salce. E questi sono: Due fantocci. Noi, intanto, non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

BUGIARDI DI PROFESSIONE

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Le voci di un presunto sbarco dei marittimi della SAVINA CAYLIN sono destituite di ogni fondamento. Lo assicura il Sindaco di Piano di Sorrento”. Poi, stamattina, arrivano due smentite pesanti. La prima di Giuseppe Spasiano su Positano News che allega il fax spedito dal Comandante Lubrano (la pistola fumante) e l’appello a fare presto. La seconda è la telefonata diretta a LA REPUBBLICA raccolta da Irene De Arcangelis che ci fornisce altri particolari. Veniamo a sapere che i pirati nei giorni scorsi hanno sequestrato due pescherecci, uno spagnolo e l’altro greco e gli equipaggi sono stati ammassati sulla Caylin insieme ai nostri. Sorpresa delle sorprese è che Spagna e Grecia hanno già pagato il riscatto e tre marittimi italiani, tra cui il nostro Gianmaria Cesaro sono stati fatti scendere dalla nave e portati chissà dove, credo per reazione al silenzio italiano e per esercitare maggiore pressione. Commentare queste notizie, scusate, mi tocca lo stomaco. Da una parte una situazione drammaticamente vera e dall’altra il comportamento drammaticamente falso del nostro Sindaco costantemente e ipocritamente connesso con la Farnesina. Altra brutta notizia di oggi è la chiusura del Cantiere di Castellammare. Di una settimana fa è la richiesta del Sindaco di Sorrento: “Le scelte per il nuovo piano industriale di Fincantieri non posso lasciare indifferenti anche noi amministratori della costiera sorrentina. Sono numerosi, infatti, i residenti di Sorrento e dintorni impiegati nei cantieri stabiesi che chiedono, a gran voce, risposte concrete alle loro legittime aspettative. Il rilancio della Fincantieri consentirebbe di risolvere parte delle problematiche occupazionali e di sviluppo dell’intero territorio”.Risposta: Ma quale rilancio. Millecinquecento persone in mezzo alla strada con le loro famiglie. Se tanto mi da tanto, gli operai di Castellammare non bloccheranno la statale sorrentina ma vi scaveranno un fossato dove libereranno i coccodrilli. Dopo tutte queste brutte notizie ve ne do’ una buona (…). Pace fatta tra Cesa, segretario politico UDC e PierGiorgio Sagristani:Tutto si è concluso nel migliore dei modi. Sagristani ha rivendicato autonomia  e libertà personale nell’esprimere il proprio sostegno a favore di Lettieri e Cesa ha riconosciuto la legittimità di posizione, anche nel dissenso, rispetto alla posizione ufficiale assunta dal partito sulle elezioni comunali di Napoli.” (da AGORA’). Vomitevole. Ve lo ricordare il Cardinale Pappalardo al funerale del Generale Dalla Chiesa? -Cattedrale di Palermo, Settembre 1982-: Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata” (Tito Livio). Ci conforta che, di questi grandi uomini, ci siano rimaste le loro parole, le loro gesta, il loro nome. Oggi mi guardo intorno e vedo tanta desolazione e tanti quaquaraquà. Non perdiamoci di vista. Se vi va. Gaetano Maresca

L’ARTE DI PERDERE

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Unto e incontinente. Da quando ha (con l’acca) scoperto internet, al Sindaco Ruggiero gli si è sciolta la lingua e ci messaggia un giorno sì e uno no sul suo blog. Ma quanto parla, ahò! Per cinque anni è stato in silenzio e chiuso nel suo bunker, lui dice dedito all’ascolto, oggi comincia a parlare, monologo senza dialogo e emette i primi vagiti. Non tutti i mali vengono per nuocere. Per lo meno abbiamo in diretta il pensiero del capo senza la mediazione della stampa in livrea. Oggi parliamo dell’arte di perdere. Citazione: L’arte di perdere non è difficile da imparare; così tante cose sembrano pervase dall’intenzione di essere perdute, che la loro perdita non è un disastro. (Elizabeth Bishop). Non sono poi tanto d’accordo che sia un’ arte, piuttosto un percorso lungo il quale si impara a vivere e la vita, è noto ai più, è un combattimento. Giovanni Iaccarino ha combattuto con lealtà. Non ha truccato la partita. L’elemento determinante è stato l’inciucio di Palazzo. Ruggiero ha, per lo meno, l’onestà di ammetterlo quando dice che il passaggio di Maurizio e Daniele “gli ha consentito di vincere prima di partire”. Cambiare casacca è accettato dall’elettore. Per questo il mare non bagna Piano. Pensate ai precedenti in Penisola, senza scomodare riferimenti nazionali. E mica è finita qui. Già si annunciano nuovi giri di valzer. L’arco costituzionale è percorso tutto, da destra a sinistra e viceversa. L’importante è stare in piripicchio per il bene del Paese. Dignità e onore sono cose d’altri tempi. Non ho visto escort arrossire per le loro prestazioni, per il semplice fatto che la faccia è come il loro lato B che, notoriamente non arrossisce se non è sculacciato. Vogliamo dire che Giovanni Iaccarino era perdente? Non scopriamo l’acqua calda. Che fosse perdente ce l’hanno ripetuto, fino alla noia, Maurizio e Daniele prima di traslocare. Tutti hanno accettato un progetto alternativo, tranne loro due. Ciò dimostra che il trasloco aveva una sola motivazione: Essere sicuri di vincere. Altro che il bene del Paese. Mo’ fateci vedere che sapete fare, oltre l’ascolto. Mo’ So Caspiti (e non ho detto una parolaccia, ma pensavo a quella). La crociera che parte “la riconosci dai dettagli”. Pasquale D’Aniello rimane a terra? Dopo tutto quello che si è fidato di fare? Ma come, si è messo a disposizione per tanti marittimi e poi proprio lui si deve dare un pizzico sull’air bag? Gli facciamo fare una bella cura dimagrante prima di imbarcarlo? Vengo anch’io? No, tu no. Si sa, la cabina si è fatta stretta e cu ‘sti pacchi raccumannati do’ sant’anellese ‘sta cruciera nunn ‘a veca ‘bbona. Chi arriva primma s’assetta. O no? Volti nuovi manco a parlarne. Francesca, Mariangela. Si ma… non dovevamo vederci più? Tenetevi a disposizione. Una consulenza non la si nega a nessuno. Vi faremo sapere. Tutti ai posti di manovra. Si parteee. Salutate, salutate e non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

NON E’ FRANCESCA

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No, non può essere lei a portare rinnovamento nel Palazzo. Lei non c’è nel futuro di Piano.  E nemmeno Mariangela con i suoi studi e le sue esperienze nel management d’impresa. E poi, loro, così preparate, gentili, belle e brave, cosa potevano fare tra quei panzoni da novanta, squali a caccia dì preferenze soprattutto a Trinità, dove c’è stato il più furioso porta a porta per rastrellare i voti in libera uscita di Marilena, licenziata scientemente da Ruggiero all’ultimo momento. Tre storie parallele di tre giovani mamme che si sono incrociate in una campagna elettorale più grande di loro. Francesca Attanasio, Mariangela Russo e Marilena Alberino hanno un filo comune che le unisce: Leggendo i loro profili, le loro dichiarazioni o ascoltandole, si capiva che erano legate al loro territorio. Francesca aveva nel suo programma la sensibilizzazione dei giovani verso problematiche legate all’ambiente; Mariangela difendeva un patrimonio di bellezze, cultura e eccellenze ben sapendo che sono questi gli ingredienti del nuovo turismo; Marilena, insieme alla sua famiglia ha speso una vita a fianco di chi lavora la terra. E ditemi se non è questa la loro colpa. Potevano essere i loro studi, le loro esperienze il loro amore verso la Città compatibili con la cementificazione di PIANO FUTURA? Sono le prime vittime cadute negli ingranaggi della speculazione che non conosce limiti, che ha bisogno di una squadra compatta, determinata, militarizzata su un obiettivo unico che non ammette distrazioni. Ma quale rinnovamento, quale sensibilizzazione, quale patrimonio! Il Capo pensa per tutti . Chi entra nelle stanze del Capo con idee proprie, deve uscirne con quelle del Capo. Il Capo ha ragione. Il Capo ha sempre ragione. Chi si discosta da questa linea resta a casa. Punto. Gli hanno fatto terra bruciata intorno. Erano donne ingombranti con i loro ragionamenti sulla legalità, sulle bellezze naturali, sul sostegno alle imprese agricole e sono state eliminate subito, dal fuoco amico, prima che potessero fare danno. Al Sindaco non interessa chi ha idee, anzi è un suo nemico, visto che lui non ne ha. Non ne ha mai avute. Sull’altro fronte Gianni Iaccarino porta in Consiglio comunale la nuova opposizione. Per meglio dire, porta L’OPPOSIZIONE, visto che quella che c’era è stata conferita in maggioranza. Anna Iaccarino, Stefania Castellano Antonio d’Aniello, Enzo Parlato affiancheranno Gianni nel controllo di un’ Amministrazione, già segnata (da noi si dice sengata) dalle baruffe di una campagna elettorale fratricida, ma soprattutto per le aspettative di chi deve essere gratificato da una poltrona in Giunta, così come nel pactum sceleris pre elettorale. Anna e Stefania sono molto sensibili alle problematiche ambientali e questo è il miglior antidoto per la Città TRADITA. Sapranno svolgere un’opposizione senza aggettivi pensando ai progetti di Francesca, Mariangela e Marilena anche se dall’altra parte.  “Ti stai sbagliando chi hai visto non è, non è Francesca” . In bocca al lupo e non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca 

IL MARE NON BAGNA PIANO

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Mammà, oggi mi metto gli occhiali”. C’era una specie di giubilo segreto nella voce modesta di Eugenia, terzogenita di don Peppino Quaglia. Era troppo, troppo contenta. Una settimana prima, con la zia, era stata da un occhialaio di via Roma , e quando posò le lenti sul suo naso le sembrò di “vedere” per la prima volta, e pensò a quante belle cose ti offre il mondo. Da quella volta il suo sogno di possedere un paio di occhiali si era fatto ancora più intenso: “aveva avuto una vera rivelazione: il mondo fuori era bello, bello assaje e lei fino ad allora era stata avvolta in una nebbia. Intanto risuona la voce di zi’ Nunzia, martellante: «in casa nostra tutti occhi buoni teniamo, questa è una sventura che ci è capitata… insieme alle altre. Figlia mia,, il mondo è meglio non vederlo che vederlo. Dio sopra la piaga mette il sale». Quegli occhiali, poi, costano la bellezza di «ottomila lire, vive vive!». Ma non temere, Eugenia, arriverà il tuo momento, arriverà il momento in cui potrai infilarti un paio di occhiali e tenerlo sul naso per sempre: e allora potrai vedere in tutti i particolari «il mondo fatto da Dio, col vento, il sole, e laggiù il mare pulito, grande» e rivedere Posillipo. «Mammà! Gli occhiali!», eccoli, finalmente, gli occhiali. «Eugenia, sempre tenendosi gli occhiali con le mani, andò fino al portone, per guardare fuori, nel vicolo della Cupa a Santa Maria in Portico. Le gambe le tremavano, le girava la testa, e non provava più nessuna gioia». Un’impressione completamente diversa da quella provata qualche giorno prima davanti all’occhialaio di via Roma, un’impressione terribile le fece il mondo, che poi era un cortile pieno di balconi e di carretti con la verdura e «gli archi dei terranei, neri, coi lumi brillanti a cerchio intorno all’Addolorata; il selciato bianco di acqua saponata, le foglie di cavolo, i pezzi di carta, i rifiuti, e, in mezzo al cortile, quel gruppo di cristiani cenciosi e deformi, coi visi butterati dalla miseria e dalla rassegnazione». Mariuccia si accorse che la bambina stava male e le strappò in fretta gli occhiali, «perché Eugenia si era piegata in due e, lamentandosi, vomitava». Finisce così il racconto che apre Il mare non bagna Napoli(1953), opera tra le più celebri di Anna Maria Ortese (Adelphi Editore): finisce con quella bambina mezzo cieca (per la quale gli occhiali rappresentavano l’attesa rivelazione del mondo e, forse, la speranza di un mutamento) colta da un inquietante smarrimento di fronte allo spettacolo miserabile offerto dalla vita dei vicoli di Napoli. Vi invito a leggerlo. Noi, intanto, non perdiamoci di vista (con o senza occhiali). Gaetano Maresca

MANI SULLA CITTA’

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SAPETE che Graziano Maresca, capo dell’Ufficio Tecnico del Comune, dopo che la Regione Campania ha bocciato la sua STRADA DEGLI ULIVI è volato a Bruxelles a bussare alle casse della Comunità Europea senza conseguire risultati perchè l’ingegnere ignorava l’esistenza della Convenzione Europea del Paesaggio che difende quello che lui voleva distruggere. SAPETE che sono in corso lavori di sbancamento dei giardini di Via dei Platani per costruire una seconda pompa di benzina. SAPETE che le ruspe hanno distrutto l’agrumeto su Corso Italia, angolo Via Cavone, per costruirvi box interrati. SAPETE che la stessa sorte è stata attribuita al giardino di fronte alla stazione, proprietà della buon anima di Achille Lauro. SAPETE da Piano Futura che è prevista la costruzione di altri box nel giardino prospiciente la Chiesa di Santa Teresa. SAPETE che Piazza della Repubblica sarà sventrata per accogliere un Centro Commerciale e parcheggi interrati. SAPETE che il giardino di Via San Michele, già finanziato dalla Comunità Europea come verde pubblico, sarà sventrato di nuovo per costruirvi altri box interrati. SAPETE che i giardini su Via Mortora San Liborio ospiteranno uno stadio per cinquemila spettatori, un centro commerciale e box interrati. SAPETE, sempre da Piano Futura, del parcheggio interrato nel giardino di fronte al Cimitero. SAPETE che le grotte della Marina saranno cementificate per ospitare padiglione fiere, padiglione museo, padiglione mostre d’arte, shop prodotti arte marinara. SAPETE anche che in cinque anni non si è trovato il tempo… di restituire alla Città la Scuola di via Carlo Amalfi. SAPETE che la magistratura ha messo i sigilli ai parcheggi interrati di Viale Nizza (Sorrento) e Ripa di Cassano. SAPETE che in Comune sono arrivati avvisi di garanzia al Comitato d’affari tecnici, politici, costruttori che stanno saccheggiando la Città. “Il cemento è l’oro oggi. E chi te lo dà? Il commercio? L’industria? L’avvenire industriale del Mezzogiorno, sì! Investili i tuoi soldi in una fabbrica: sindacati, rivendicazioni, scioperi, cassa malattia. Ti fanno venire l’infarto cu ‘sti cose” (Nottola impersonato da Rod Steiger nel film di Francesco Rosi LE MANI SULLA CITTA’). A questo punto arrivati la parola tocca a voi. ORA SAPETE TUTTO! Se è questa la Città che volete, sarete voi a deciderlo domenica prossima nel segreto dell’urna. Questa è la Città che sogna Giovanni Ruggiero. Anche voi la sognate così? Non avete che da dircelo. Sarà tutto più chiaro. Noi, intanto, non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

A ME GLI OCCHI. PLEASE

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Nel tentativo di attaccare un’etichetta europeista al progetto di PIANO FUTURA leggo sul sito di Giovanni Ruggiero che “l’Unione Europea può rappresentare una grande opportunità per accedere a fondi di finanziamento destinati a favorire lo sviluppo e la competitività dei territori. Su questa dimensione è stata concepita PIANO FUTURA”. Peccato che l’Europa vada in tutt’altra direzione. Non solo. Il quattro maggio scorso l’Assessore Regionale all’Ambiente, Giovanni Romano, nel presentare insieme all’Assessore all’Urbanistica Marcello Taglialatela il Piano Paesaggistico Regionale ha ribadito che “siamo di fronte ad un’occasione storica per l’ambiente perchè si va nella direzione tracciata da numerose direttive europee e del codice europeo del paesaggio. Il Piano è uno strumento cautelativo a difesa del territorio”. E’ pur vero che sono previsti interventi in particolari zone degradate. Citando un esempio concreto, l’Assessore Taglialatela ha fatto riferimento al Bacino della Ruhr, in Germania. Era un’area industriale dismessa, dove, attraverso una pianificazione paesaggistica che coniuga sviluppo del territorio e difesa dell’ambiente è stato possibile dare vita ad una zona attrattiva sia dal punto di vista turistico che della vivibilità. “E’ questo il frutto dell’applicazione del principio dell’ECOCONTO che giustifica un’intervento di recupero di aree degradate e promuovere lo sviluppo terrritoriale e sociale”. Taglialatela pensa a Bagnoli. Se leggo bene le parole degli Assessori Regionali non credo che Piano di Sorrento possa essere considerata “zona degradata soggetta a recupero”. La distruzione di giardini per costruire parcheggi interrati, stadio e centro commerciale è una missione che non ha alcuna possibilità di realizzarsi. Mi vengono in mente le parole del vice presidente della Regione Campania Giuseppe De Mita in un incontro del novembre scorso in risposta alle richieste di Graziano Maresca che premeva per la realizzazione della STRADA DEGLI ULIVI: “In tempo di crisi e di tagli è perfettamente inutile drogare l’elettorato con promesse impossibili da realizzare”. Oppure ascoltare un altro Assessore Regionale, Pasquale Sommese: “Sono consapevole delle difficoltà che frenano i progetti di interesse pubblico di riqualificazione e delocalizzazione delle attività produttive, di cui i Comuni della cinta tra Castellammare e Gragnano avrebbero bisogno. Per superare questo blocco bisogna approvare il piano paesaggistico regionale”. E’ già in itinere il recupero delle aree industriali dismesse di Torre Annunziata e Pompei (ex Italtubi e Imec) per la realizzazione di due grossi centri commerciali targati MAXIMALL-IRGENRE. Come vedete, sono altre le zone svantaggiate che godranno dei benefici regionali ed europei. Basta uscire fuori dal limbo della Penisola Sorrentina e sottoporre alla “prova Regione” il progetto di PIANO FUTURA per capire che è solo un grandissimo bluff che offende le intelligenze e la dignità dei Cittadini di Piano. “A me gli occhi, please”. Lo spettacolo si replica fino a domenica prossima. Noi, intanto, non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

ULTIM’ORA: LA REGIONE AFFONDA PIANO FUTURA

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Ci ha pensato la Regione Campania a rottamare il transatlantico di PIANO FUTURA. L’Assessore Giovanni Romano (Ambiente) e Marcello Taglialatela (Urbanistica) hanno presentato oggi al Centro Direzionale il nuovo piano paesaggistico “per valorizzare il territorio”.”Per governare il territorio abbiamo bisogno di piani paesistici che lo valorizzino rispettandone i vincoli” Un documento che mira a un’azione di tutela e valorizzazione dei valori paesaggistici presenti sul territorio campano e che disciplina la trasformazione delle aree nel rispetto del patrimonio comune. “Se pensiamo al territorio ai guai che produce abbiamo un atteggiamento difensivo – ha aggiunto Taglialatela – il nostro territorio che è bellissimo è una risorsa e quindi dettare regole di carattere generale di sviluppo del territorio affinchè anche i sindaci possano programmare interventi che creino un miglioramento della qualità della vita e nuove attività che creino lavoro. Quindi scrivere insieme alle amministrazioni locali le nuove regole di piani paesistici ovviamente in pieno accordo con la sovraintendenza e con la direzione generale di beni culturali, non vogliamo che vengano eliminati i vincoli, ma scriverne di nuovi: quello che oggi c’è è approssimativo, è stato redatto in fretta, il consiglio regionale della Campania non ha mai approvato un piano paesitico noi ci accingiamo a farlo per la prima volta, è un merito della giunta Caldoro e del centrodestra, in sintonia con tutte le amministrazioni pubbliche e statali che insistono sul territorio”.L’Assessore Romano ha sottolineato che il piano“colma una lacuna e cerca di recuperare i tempi perché la convenzione europea del paesaggio che era stata adottata dalla Regione Campania in sede all’approvazione del Ptr, non aveva mai avuto lo strumento attuativo, invece questo percorso che è stato avviato dall’assessorato all’Urbanistica d’intesa con l’assessorato all’Ambiente, vuole dotare la Regione di uno strumento cautelativo per la tutela del paesaggio. È un piano condiviso che parte col principio della concertazione con le autorità che sul territorio si occupano della salvaguardia anche del paesaggio, partendo dalle autorità comunali quelle di area vasta le province con i piani territoriali di coordinamento provinciale per arrivare all’accordo del Ptr, questo percorso di condivisione porterà alla elaborazione di un piano di indirizzi generali e poi di uno strumento attuativo che non sarà rigido come una legge regionale, ma avrà – ha concluso – strumenti più agili che possono essere modificati a seconda delle esigenze e dei livelli di approfondimento che si fa sul territorio”.  Una vicenda clamorosa, che ha un epilogo ancora più clamoroso. La cementificazione di Piano di Sorrento si avvia ad essere solo un grande bluff elettorale che trova nella Regione Campania un interlocutore attento alle problematiche ambientali, così come lo è stato per il Porto di Marina di Cassano, privilegiando in tal modo l’interesse comune alla speculazione di pochi. Il punto di vista della Regione è chiaro. La grande seduzione di PIANO FUTURA è finita. Noi, intanto, non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca

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